Ricerca personalizzata

lunedì 12 ottobre 2009

Rinnovabili e non solo

Piccoli impianti solari stile Ikea. Li vedi, li scegli, li misuri, e li porti via, pronti ad essere impiantati sul tetto di casa. O nel giardino. È la frontiera ultima e più apprezzata delle energie rinnovabili: e infatti i corsi per l’installazione fai da te degli impianti fanno il pienone. Vanno a ruba. Il grande sviluppo conosciuto dal fotovoltaico tra il 2007 e il 2008 presenta percentuali da capogiro: +488%, pari a oltre 6 mila impianti installati fino a giugno scorso per una potenza complessiva che sfiora i 57 mila kW, quanto basta a coprire i consumi domestici di 15-20 mila famiglie e un fatturato superiore ai 300 milioni di euro. Sono questi i numeri che emergono dalla ricerca presentata dalla Camera di Commercio di Milano, che vede la Lombardia come la regione più virtuosa in Italia per numero di impianti (15,6% del totale nazionale), seguita da Emilia Romagna (10,1%) e Veneto (9,3%) mentre è seconda per potenza prodotta (11,6% del totale nazionale), dopo la Puglia (12,5%).
Fotovoltaico ma non solo. Stanno diffondendosi anche i mini impianti eolici da giardino: si parte da modelli che costano circa 600 euro e online si trovano molti corsi di autoinstallazione. L’ultimo, in provincia di Benevento, ha raccolto 1.200 iscritti.

mercoledì 18 febbraio 2009

Impianti Eolici, le mani della mafia

Scoperta un’alleanza tra imprese, malavita e politica per costruire centrali
in Sicilia con affari da centinaia di milioni. Otto fermi in tutta Italia.
La mafia ha fiutato un nuovo affare: il vento. La procura di Palermo ha portato alla luce i legami tra fedelissimi del super latitante Matteo Messina
Denaro, politici, burocrati e imprenditori siciliani, campani e trentini finalizzati
a speculare per centinaia di milioni di euro sull’ affare dell’ energia eolica in Sicilia.
E oggi, come disposto dal tribunale di Palermo, sono stati eseguiti cinque ordini di carcerazione a carico di Giovan Battista Agate, 66 anni, pluripregiudicato mafioso
di Mazara del Vallo; Luigi Franzinelli, 64 anni, imprenditore di Trento ed ex
segretario della Cgil del Trentino negli anni Novanta; Vito Martino, 41 anni,
imprenditore di Mazara, già assessore e consigliere comunale di Forza Italia; Melchiorre Saladino, 60 anni, imprenditore di Salemi (Trapani), ritenuto contiguo a Matteo Messina Denaro e Giuseppe Sucameli, mazarese di 60 anni, già architetto del Comune di Mazara del Vallo, attualmente detenuto per associazione mafiosa. Altre
tre persone sono state invece poste agli arresti domiciliari: Baldassare Campana, 60 anni, responsabile dello Sportello unico attività produttive
del Comune di Mazara del Vallo;
Antonino Cottone, 73 anni, imprenditore
e gestore della «Calcestruzzi Mazara
»; Antonio Aquara, 50 anni, imprenditore
di Ottati (Salerno). Alcuni
degli arrestati sono accusati anche di
voto di scambio in concorso con Josef
Gostner, socio e procuratore speciale
della FriEl
Green Power spa di
Bolzano, perché avrebbero pattuito di
corrispondere un contributo di 30mila
euro a Vito Martino, candidato nella
lista di Forza Italia alle elezioni regionali
siciliane del 2006.

venerdì 3 ottobre 2008

Energia Geotermica

L'energia geotermica è l'energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore e può essere considerata una forma di energia rinnovabile. Si basa sulla produzione di calore naturale della Terra (geotermia) alimentata dall'energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare di elementi radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all'interno della terra.
La prima dimostrazione di utilizzo dell'energia geotermica avvenne il 4 luglio 1904 in Italia per merito del principe Piero Ginori Conti che sperimentò il primo generatore geotermico a Larderello.
L’energia geotermica è una forma di energia rinnovabile che deriva dal calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre. Infatti penetrando in profondità a partire dalla superficie terrestre, la temperatura diventa gradualmente più elevata, aumentando di circa 30 °C per km nella crosta terrestre (0.3 °C/km e 0.8 °C/km rispettivamente nel mantello e nel nucleo). I giacimenti di questa energia sono, però, dispersi e a profondità così elevate da impedirne lo sfruttamento. Per estrarre e usare il calore imprigionato nella Terra, è necessario individuare le zone dove questo si è concentrato: il serbatoio o giacimento geotermico. Esistono diversi sistemi geotermici, ma attualmente vengono sfruttati a livello industriale solo i sistemi idrotermali, costituiti da formazioni rocciose permeabili in cui l’acqua piovana e dei fiumi si infiltra e viene scaldata da strati di rocce ad alta temperatura, Le temperature raggiunte variano dai 50-60°C fino ad alcune centinaia di gradi.
In alcune particolari zone si possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è più alta della media, un fenomeno causato dai fenomeni vulcanici o tettonici. In queste zone "calde" l'energia può essere facilmente recuperata mediante la geotermia.
La geotermia consiste nel convogliare i vapori provenienti dalle sorgenti d'acqua del sottosuolo verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica e riutilizzando il vapore acqueo per il riscaldamento urbano, le coltivazioni in serra e il termalismo.
Per alimentare la produzione del vapore acqueo si ricorre spesso all'immissione di acqua fredda in profondità, una tecnica utile per mantenere costante il flusso del vapore. In questo modo si riesce a far lavorare a pieno regime le turbine e produrre calore con continuità.
La geotermia resta comunque una fonte energetica marginale da utilizzare solo in limitati contesti territoriali. Resta in ogni caso una potenzialità energetica da sfruttare laddove possibile, anche sfruttando le potenzialità del riscaldamento geotermico.
Il principio di funzionamento di una centrale geotermica è alquanto semplice per linee logiche. Il flusso di vapore proveniente dal sottosuolo produce una forza tale da far muovere una turbina, l'energia meccanica della turbina viene infine trasformata in elettricità tramite un sistema alternatore.
I sistemi geotermici possono essere a vapore dominante, quando l’alta temperatura determina la formazione di accumuli di vapore, o ad acqua dominante, se l’acqua rimane allo stato liquido. Nel primo caso l’energia geotermica può essere utilizzata per produrre energia elettrica, inviando il vapore, attraverso dei vapordotti, a una turbina collegata a un generatore di corrente. Se il fluido non raggiunge una temperatura sufficientemente elevata, l’acqua calda potrà essere utilizzata per la produzione di calore.

Conto Energia Eolico

Con la Finanziaria 2008 è stato introdotto il nuovo meccanismo di incentivazione per il settore eolico molto simile al "Conto Energia" in vigore per gli impianti fotovoltaici: la tariffa onnicomprensiva.
Per gli impianti eolici di taglia inferiore o uguale a 200 KW il nuovo sistema incentivante riconosce un incentivo fisso onnicomprensivo di 0,30 Euro/kWh per 15 anni.
La produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili- in questo caso eolica- e di potenza nominale media annua non superiore ad 1 MW, immessa nel sistema elettrico, ha diritto, in alternativa ai certificati verdi e su richiesta del produttore, a una tariffa fissa onnicomprensiva di entità variabile a seconda della fonte energetica rinnovabile utilizzata, per un periodo di quindici anni.
Al termine dei quindici anni, l'energia elettrica sarà remunerata, con le medesime modalità ed alle condizioni economiche previste dall'articolo 13 del D.lgs n. 387/2003. La tariffa onnicomprensiva potrà inoltre essere variata, ogni tre anni, con decreto del ministro dello Sviluppo economico, assicurando la congruità della remunerazione ai fini dell'incentivazione dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
La tariffa onnicomprensiva di 30 centesimi per kWh prevista per gli impianti eolici include sia la cessione dell'elettricità, sia la componente incentivante.
L'energia elettrica prodotta dagli impianti eolici deve essere necessariamente immessa nella rete elettrica e fino ad una potenza installata di 200 kWh (anche se mancano ancora i decreti attuativi), beneficia anche della possibilità del cosiddetto "scambio sul posto".
Lo "scambio sul posto" intende il servizio erogato dall'impresa distributrice competente nell'ambito territoriale in cui è ubicato l'impianto, che consiste nell'operare un saldo annuo tra l'energia elettrica immessa in rete dall'impianto medesimo e l'energia elettrica prelevata dalla rete.
E' possibile avvalersi dello scambio sul posto solo se il punto di immissione e di prelievo dell'energia elettrica, scambiata con la rete, coincidono. Il vantaggio principale fornito dallo scambio sul posto è pertanto rappresentato dal venire meno del costo di acquisto dell'energia elettrica per una quantità pari a quella prodotta dall'impianto (sia la quota auto-consumata immediatamente sia la quota immessa in rete e riprelevata successivamente).
Per gli impianti eolici di potenza nominale superiore ai 200 kWh continua ad essere vigente il sistema dei certificati verdi, peraltro oggetto di revisione dalla stessa Finanziaria per l'anno 2008.
A partire dal 1° gennaio 2008, i certificati verdi emessi dal GSE (Gestore del Servizio Elettrico) ai sensi dell'articolo II, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999 n. 79, sono collocati sul mercato ad un prezzo, riferito al MWh elettrico, pari alla differenza tra il valore di riferimento, fissato in sede di prima applicazione in 180 Euro/MWh, e il valore medio annuo del prezzo di cessione dell'energia elettrica definito dall'Autorità per l'energia elettrica ed il gas in attuazione dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 387/2003, registrato nell'anno precedente e comunicato dalla stessa Autorità entro il 31 gennaio di ogni anno, a decorrere dall'anno 2008.

lunedì 21 luglio 2008

Impianti di produzione dell'energia eolica

Attualmente il costo di installazione in Italia, facendo riferimento ad impianti con una potenza nominale superiore ai 600 kW, varia tra gli 850 e i 1300 €/kW, il prezzo ovviamente varia secondo la complessità dell'orografia del terreno in cui l'impianto vada installato. Detto questo una centrale di 10 MW, allacciata quindi alla rete in AT, costerebbe tra gli 8 e i 13 milioni di euro, mentre per una centrale allacciata alla rete di MT (3-4 MW) il costo si comprime tra 0,9 e 1,2 milioni di Euro al MW. Gli unici capitoli di spesa totale riguardano solamente l'installazione e la manutenzione, essendo la fonte produttrice di energia (il vento) gratis. In relazione alla superficie occupata, una centrale eolica non toglie la possibilità di continuare le precedenti attività su quel terreno (tipo pastorizia ecc...). In alcuni paesi come la Danimarca la corrente prodotta con questo sistema ha raggiunto lo straordinario obiettivo del 23% del fabbisogno nazionale. Altri stati all'avanguardia sono la Spagna 9% e la Germania 7%. L'Italia invece è settima nella classifica delle nazioni con le maggiori capacità installate.Tra il 2000 e il 2006, la capacità mondiale installata è quadruplicata. Con il minieolico si intendono piccoli impianti, da installare in parchi o spiagge di fattorie, villaggi o ville. Per questi impianti casalinghi il prezzo di installazione risulta più elevato, attestandosi attorno ai 1500-3000 € al kW, questo perché il mercato di questo tipo di impianti è ancora poco sviluppato, anche a causa delle normative che, a differenza degli impianti fotovoltaici, in quasi tutta Europa ne disincentivano l'uso, sulla scia di un pensiero diffuso soprattutto nei decenni passati, che vedeva nelle turbine eoliche grossi problemi di impatto paesaggistico.turbina a vento di Savonius è un tipo di turbina a vento ad asse verticate, utilizzata per la conversione di coppia dell'energia del vento su un albero rotante ed è una delle turbine più semplici.
Con l'espressione eolico off-shore si intendono gli impianti installati ad alcune miglia dalla costa di mari o laghi, per meglio utilizzare la forte esposizione alle correnti di queste zone.In questo senso, la Spagna ha avviato uno studio di fattibilità della durata di un anno sull'intero territorio nazionale, per determinare le aree maggiormente ventilate e con continuità, e quindi i siti candidati all'installazione di centrali di taglia medio-grande. La Spagna ha esteso le misurazioni mediante centraline fisse e mobili anche a tutta la costa, oltre che a zone collinari e di montagna, scegliendo di battere la strada dell'eolico Dopo aver diffuso microimpianti nelle singole abitazioni, e un decentramento energetico, ora punta a realizzare pochi impianti centralizzati per la produzione di alcuni gigawatt ciascuno.Ad Havsui, in Norvegia, sorgerà il più grande impianto eolico al mondo, che dovrà fornire 1,5 Gigawatt di potenza elettrica. Il governo Inglese sembra intenzionato a presentare un progetto per realizzare un'estesa serie di generatori off-shore in grado entro il 2020 di produrre abbastanza corrente elettrica da alimentare le utenze domestiche del Regno Unito. Il piano prevede impianti per 20 GWatt che si aggiungeranno agli 8 GWatt di impianti già deliberati.
Installata al largo della Scozia “Beatrice”: è la più potente turbina eolica del mondo. Costata 41 milioni di euro, è la prima fase di un progetto europeo per realizzare una maxi-centrale. Beatrice è installata nel mare del Nord, al largo della costa scozzese, dove il vento è forte e costante: reggerà alle onde più devastanti e dalla costa il suo impatto visivo e d’inquinamento acustico è minimo. Il nome in codice del progetto è infatti DOWNVIND, che sta per Distant Offshore Windfarms with No Visual Impact in Deepwater (centrale eolica distante dalla costa in acque profonde e senza impatto visivo).Parchi eolici off-shore galleggiantiLe turbine offshore flottanti potranno essere installate anche nei siti marini molto profondi. Imitando la tecnologia delle piattaforme petrolifere, le turbine eoliche galleggianti vengono installate in mare aperto e sfruttano i venti costieri. Il progetto usa un sistema di ancoraggio a tre punti (cavi in acciaio ancorati al fondale), simile a quello utilizzato nelle piattaforme petrolifere. Al momento Hydro, società norvegese che opera nel settore energia, sta lavorando per collocare un prototipo di questa turbina vicino Karmøy, un’isola a sud est della Norvegia ed eventualmente vicino ad una installazione petrolifera con l’obiettivo di rifornirla di energia rinnovabile.
L'energia eolica ha una natura intermittente. Questo ha condotto a numerosi metodi di immagazzinamento all'energia, inclusa la produzione di idrogeno attraverso l'elettrolisi dell'acqua. L'idrogeno è susseguentemente usato a generare elettricità quando la domanda d'energia non può essere sostenuta solo dal vento. L'energia immagazzinata nell'idrogeno verrà convertita in energia elettrica attraverso celle a combustibile o con un motore a combustione collegato a un generatore elettrico. In Danimarca, a maggio 2007 è stata costruita la prima centrale europea a eolico-idrogeno.

martedì 1 luglio 2008

Energia Eolica

L'energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia del vento in energia elettrica. La conversione in energia elettrica avviene tramite una centrale eolica. L'eolico è stato la prima fonte energetica rinnovabile usata dall'uomo ed è quella tra le energie rinnovabili la prima per il rapporto costo/produzione,.
Il suo sfruttamento, semplice e poco oneroso, è realizzato tramite macchine eoliche che sono divise in due gruppi ben distinti in base al tipo di modulo base usato definito generatore eolico:

-Generatori eolici ad asse verticale
-Generatori eolici ad asse orizzontale

Questa tipo di energia è pensata tenendo presente sia una produzione centralizzata in impianti da porre in luoghi alti e ventilati, sia un eventuale decentramento energetico, per il quale ogni Comune ha impianti di piccola taglia, composti da un numero esiguo di pale con le quali genera in loco l'energia consumata dalla cittadinanza. Il tempo di installazione di un impianto è molto breve; fatti i rilievi sul campo per misurare la velocità del vento e la potenza elettrica producibile, si tratta di trasportare le pale e fermarle nel terreno.
Nonostante le migliori intenzioni, la mancanza di una legislazione sulle energie eoliche, è una delle cause della lenta diffusione della tecnologia nel nostro paese. Benché l'eolico sia l'energia meno costosa, non è né massicciamente richiesto dai produttori elettrici che potrebbero rivenderlo al costo del kWh attuale con maggiori profitti, né è la prima quantità d'energia ad essere venduta nella Borsa elettrica che pur abbina domanda e offerta di energia in base al prezzo del kWh elettrico.

giovedì 26 giugno 2008

conto energia

Conto energia è il nome utilizzato dal programma europeo per incentivare in conto esercizio della produzione di energia elettrica dal Sole tramite pannelli fotovoltaici permanentemente connessi alla rete di distribuzione di energia elettrica.

Rispetto al passato, il meccanismo del conto energia è simile ad un finanziamento in conto esercizio, in quanto non prevede alcuna facilitazione particolare da parte dello Stato per la messa in servizio dell'impianto.

Il principio che regge il Conto energia consiste nell'incentivare la produzione di energia elettrica, e non dell'investimento per ottenerla. Il proprietario dell'impianto fotovoltaico riceve somme in modo continuativo, per i primi 20 anni di vita dell'impianto. Condizione indispensabile all'ottenimento delle tariffe incentivanti è che l'impianto sia connesso alla rete di distribuzione dell'energia elettrica (grid connected). La dimensione nominale dell'impianto fotovoltaico deve essere maggiore ad 1 kWp. Non vi sono incentivi dal Conto energia per gli impianti fotovoltaici per utenze isolate e non raggiunte dalla rete elettrica

I moduli fotovoltaici devono rispettare la normativa IEC 61215 e possibilmente, per la sicurezza elettrica e di chi acquista, essere certificati per l'utilizzo come componente in Classe II (componente con doppio isolamento) definito dalle norme. Il sistema di conversione, deve essere conforme alla norma italiana CEI 11-20 e, per quanto concerne alcuni aspetti tecnici, alle specifiche tecniche del gestore locale della rete (esempio per ENEL la specifica tecnica DK5940 Ed. Feb 2006, per AEM ne esiste una simile, etc), in quanto pur circolando l'euro in Europa un gruppo di conversione realizzato per il mercato Italiano (con marchio CE) non può essere atto all'utilizzo in Francia, Germania, Olanda, etc e viceversa (fra l'altro il comitato tecnico italiano CEI numero 11 è stato quello che ha rifiutato l'adozione in Europa della norma internazionale che avrebbe "leggermente" standardizzato questi dispositivi in Europa e che avrebbe consentito di comprare un inverter in Germania e installarlo in Italia per esempio). In tutta Europa quindi ogni paese in questo tema ha una sua norma.

Il tetto massimo annuo finanziabile, con l'ultimo decreto ministeriale di febbraio 2006, è stato fissato in 85 MWp, divisi in 60 MWp di impianti inferiori a 50 kWp e 25 MWp di impianti superiori. Raggiunti questi tetti la categoria viene dichiarata negativa dal gestore servizi elettrici, che rigettarà eventuali ulteriori domande pervenute, obbligando gli intestatari al reinvio delle stesse nell'anno successivo.

Dal lato economico i soggetti pubblici interessati da questa campagna sono GSE SpA e il gestore di rete che prende in carico l'energia. Con l'entrata in vigore del nuovo Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 38 del 2006, si è istituita una profonda spaccatura tra impianti casalinghi e mini-centrali.

ITER BUROCRATICO

Al GSE vanno inviate le richieste di accesso alle tariffe, complete di tutti gli allegati del caso ed esso i fa carico di analizzarle entro il primo mese del trimestre successivo e assegnare in ordine cronologico le tariffe incentivanti.
Nel caso che impianti sia di dimensioni maggiori di 50 kWp l'ordine cronologico viene sostituito dall'ordine dettato dal ribasso d'asta proposto dal futuro proprietario dell'impianto, previa apertura pubblica delle buste sigillate contenenti i ribassi d'asta proposti.
il GSE valuta le domande pervenute e comunica le decisioni agli interessati tramite raccomandata entro i successivi 30 giorni. Solitamente al termine dei primi 60 giorni viene pubblicata una graduatoria anonima sul sito che anticipa agli interessati l'esito della domanda. In graduatoria vengono indicati soltanto nominale impianto e il comune dell ubicazione, onde evitare ai beneficiari contatti commerciali indesiderati.

Dalla data di ricevimento della comunicazione positiva, il beneficiario ha 6 mesi di tempo per dare inizio ai lavori, e 12 mesi di tempo per concluderli. Queste tempistiche sono raddoppiate nel caso di impianti dal nominale maggiore di 50 kWp.

Il nuovo decreto ha eliminato la necessità di presentare il progetto al GSE e al gestore della sua rete entro 60 giorni dalla risposta, rimandando di fatto questa pratica al cosiddetto As built finale, nel caso di piccoli impianti in cui è sufficiente la denuncia di inizio attività, nel quale un progetto definitivo non è indispensabile.

Il gestore di rete ha 30 giorni di tempo dal ricevimento del progetto preliminare per comunicare il punto di consegna, ovvero in che punto la rete verrà predisposta a prendere in carico quanto prodotto dall'impianto. Tutte le spese per il raggiungimento del punto di consegna designato dal gestore saranno a carico del beneficiario.

Alla chiusura del cantiere viene rilasciato un regolare certificato di collaudo impianto, che va inviato al gestore di rete per ottenere la connessione. Il gestore della rete ha 30 giorni di tempo dal ricevimento del certificato di collaudo per allacciare fisicamente l'impianto e autorizzare l'entrata in esercizio dell'impianto. Entro 6 mesi di tempo dalla data del collaudo l'impianto deve entrare in esercizio regolare, con opportuna comunicazione sia alla società che gestisce la rete (ENEL o analoga) che al GSE, che assegnerà al beneficiario il relativo codice POD